martedì, 13 Aprile, 2021

Viterbese, resta aperto il caso Camilli-La Cava

La gara di ritorno del primo turno dei playoff nazionali giocata fra Viterbese e Arezzo, il 22 maggio 2019, ha decisamente cambiato il futuro del club gialloblù. La maxi squalifica inflitta al vicepresidente Luciano Camilli (cinque anni di inibizione da cariche societarie e 30.000 euro di sanzione pecuniaria), conseguente alla “presunta” aggressione del presidente amaranto Giorgio La Cava avvenuta nel tunnel del Rocchi, ha fortemente segnato il futuro del club gialloblù.

Usiamo il termine “presunta” perché, secondo la versione della ex proprietà gialloblù, La Cava avrebbe tenuto un comportamento provocatorio nei confronti dei tifosi e della stessa dirigenza della Viterbese, con offese molto pesanti nei loro confronti.

In seguito al ricorso la Corte Sportiva d’Appello, nella riunione tenutasi a Roma il 13 giugno 2019, ha deliberato “la  trasmissione degli atti alla Procura Federale al fine di accertare nel modo più puntuale possibile:

1) la dinamica dei fatti in contestazione;
2) la identificazione del signor  Camilli Luciano quale autore delle condotte sanzionate;
3) le conseguenze subite dal signor La Cava a seguito dei fatti verificatisi”.

Fatto sta che, per fatti ancora all’esame della Procura e in merito ai quali non è stata al momento emessa una sentenza definitiva, il patron Piero Camilli (nella foto) ha deciso di lasciare il mondo del calcio. La Viterbese è stata messa in vendita. Il club gialloblù, il 18 giugno 2019, è passato nelle mani di Marco Arturo Romano.

Tenuto conto delle conseguenze determinate dalla sentenza di primo grado – emessa in modo verisimilmente affrettato dal giudice della Lega Pro guidata da Francesco Ghirelli, tenuto conto delle specifiche e significative puntualizzazioni richieste dalla Corte Sportiva d’Appello alla Procura Federale – sarebbe opportuno che gli organi competenti si esprimessero quanto prima. 

La famiglia Camilli, la città di Viterbo e la tifoseria gialloblù hanno il diritto di conoscere come effettivamente sono andate le cose. Questa vicenda, dopo sei lunghi anni di grandi successi sportivi, ha causato una rottura inattesa quanto dolorosa.

Dal 13 giugno sono trascorsi oltre 40 giorni. Quanto tempo occorre ancora per avere un quadro esatto della dinamica dei fatti? Per sgombrare il campo da ogni dietrologia urgono la conclusione delle indagini e una sentenza che faccia definitivamente chiarezza.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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