giovedì, 1 Ottobre, 2020

Viterbese, Romano a tutto campo: “Manterrò la promessa fatta ai tifosi”

“Manterrò la promessa fatta ai tifosi, cambieremo stemma e nome alla Viterbese”.

In attesa di scoprire solo vivendo che cosa ne sarà del calcio in Italia nell’era del Covid-19, la Viterbese cerca il suo centro di gravità permanente. Con tante incognite ma con le idee ben chiare. Soprattutto quelle del presidente Marco Arturo Romano, che conferma a CuoriGialloblu innanzitutto il suo impegno a Viterbo, intenzionato a mantenere la parola data agli ultras.

Lo scorso anno lei ha fatto una promessa alla tifoseria. Un impegno che scade il 15 luglio prossimo, termine entro cui, da norma federale, sarà possibile cambiare denominazione e stemma della Viterbese, tornando a quelli storici amati dalla piazza.

“Adesso verifichiamo con la Lega se il termine del 15 luglio è stato confermato, io sono comunque pronto ad andare dal notaio anche domani mattina per fare il cambio del nome. Manterremo la promessa”.

Ieri al “Rocchi” il presidente si è riunito con la dirigenza e lo staff tecnico – presenti mister Antonio Calabro, il dg Diego Foresti e il consulente di mercato France Zavaglia – per fare il punto su una situazione che è in continua evoluzione. Oggetto della riunione: la possibile ripresa del campionato e la programmazione della prossima stagione.

Che ne pensa della possibile riforma che allarga a 40 le squadre di serie B e relega la C nel semiprofessionismo?

“L’importante sarà capire i criteri con cui le squadre verranno ripescate. Crediamo che non vada assolutamente tenuto conto della classifica di quest’anno perché è incompleta, il campionato non è finito. Basti pensare che se la Viterbese nell’ultima gara prima della sospensione non avesse subito la strana e rocambolesca e sconfitta ad opera del Rieti fanalino di coda, sarebbe salita al settimo posto in classifica. Ciò fa capire quanto possa essere aleatorio far riferimento a questo campionato. Io credo che in una serie B a 40 vadano considerati i risultati degli ultimi anni, il merito sportivo, il fatto che i bilanci siano stati sempre in regola. Credo che vada favorita più una Viterbese che negli ultimi anni, con Camilli e poi con me, ha tenuto i conti a posto, rispetto a società che magari sono retrocesse perché fallite, che hanno avuto difficoltà economiche o che giocano in C solo da una stagione. Di una B a 40 e di una serie C che resta con tre gironi da 20 squadre, ma di fatto defiscalizzata come era stato chiesto da tutti noi presidenti, più economicamente sostenibile e con maggiore possibilità di fare il salto di categoria in B, si possa effettivamente ragionare, valutando insieme tempi e modi”.

Come la vede invece la serie C élite?

“Sono contrario, sarebbe un grosso guaio, perché diventeremmo la quarta serie con la retrocessione vera e propria di quaranta squadre. Serie A, serie B, serie C élite e C2: noi per andare in B dovremmo vincere due campionati. Una tragedia che non risolverebbe i problemi della Lega Pro, i quali anzi raddoppierebbero”.

Riforma a parte, se l’incontro con il Governo di domani (28 maggio) e il consiglio federale del 3 giugno daranno nuovamente il via al campionato di C (ipotesi assai remota, vista la difficoltà per le squadre di attuare i protocolli sanitari previsti, ndr), la Viterbese è pronta?

“Io per noi di C la vedo complessa la ripartenza, anche se la Viterbese è favorita dal fatto che io ho un’azienda che si occupa di protocolli sicurezza e di sanificazione. Saremmo avvantaggiati, ma nel complesso per la C è difficile. Se la Figc ci impone di giocare siamo pronti, ma credo che la cosa migliore sia magari riaprire per limitarsi a far giocare chi è disposto a disputare play off e play out (la proposta della Lega Pro è questa, ndr). Vediamo che decideranno Figc e Lega”.

Intanto però al Rocchi si parla di mercato, immaginando la Viterbese che verrà, tra conferme di chi è in scadenza e possibili nuovi arrivi.

“Ci stiamo guardando intorno, stiamo valutando tantissimi giocatori, elementi importanti che voteremmo portare a Viterbo per rinforzare una rosa di giovani forti che nella prossima stagione avranno più esperienza. Inserendo 3 o 4 giocatori di livello speriamo di rinforzare questa squadra. Quest’anno partiamo già da un gruppo di ragazzi validi su cui lavorare, l’anno prossimo pensiamo di fare un altro pezzetto di strada e vediamo. Io credo che la prossima stagione sarà una stagione importante, con tante difficoltà. Fortunatamente la mia azienda non sta vivendo una grossa crisi, per noi potrebbe essere un’occasione per seguire la nostra strada, rinforzare la squadra e fare un passetto in più”.

Tra i giocatori che interessano alla Viterbese c’è Alessandro Polidori?

“E’ una delle figure che abbiamo valutato (come annunciato in anteprima giorni fa da CuoriGialloblu), però non so se lui è libero contrattualmente. E’ chiaro che è un giocatore che non sta a me giudicare, ma non c’è solo lui nel mirino, ce ne sono tanti altri a cui siamo interessati”.

Alcuni di loro potrebbero arrivare da Frosinone via Cassino.

“Ci interessano due giovani del Cassino” (uno dei quali potrebbe essere Pietro Tribelli, ala classe 1998, ma sui nomi Romano non si sbilancia, ndr).

Mister Antonio Calabro resta a Viterbo?

“Oggi (ieri, ndr) è qui con noi, stavamo confrontandoci sul mercato. Salvo problemi extra calcistici come quelli dell’anno scorso, Calabro resta, anche perché ha un contratto. Poi può succedere di tutto, magari ha delle offerte diverse e occasioni di vita sue personali da cogliere, non è che lo potrei trattenere in quel caso. Io lo dico sempre: qui deve restare chi vuole rimanere volentieri, noi vogliamo gente contenta di stare qui e che crede nel progetto”.

Nello staff dirigenziale alcuni contratti sono in scadenza al 30 giugno. La Viterbese del prossimo anno avrà ancora Diego Foresti direttore generale? E che ruolo avrà Franco Zavaglia?

“In questa fase non abbiamo parlato né di rinnovi né di contratti con nessuno perché è ancora un momento confuso e quindi dobbiamo capire cosa succederà. Chiaramente siamo in buoni rapporti con tutti e l’anno prossimo vedremo, ma bisognerà capire innanzitutto dove stremo, se ci troveremo in quarta, terza o seconda serie. Cambia completamente lo scenario, pensiamo anche al mercato: con una Viterbese in B andremmo a prendere calciatori diversi da quelli di una C dilettantistica. Sono aspetti che valuteremo più avanti, il mese prossimo prima della scadenza, ma i rapporti sono buoni con tutti”.

Anche se ripartiranno i campionati, nei prossimi mesi si giocherà senza pubblico. Come pensa la Viterbese di continuare a tenere vivo il rapporto con la tifoseria anche se gli ultras non potranno essere il dodicesimo uomo in campo?

“Speriamo che questa fase venga superata presto con le cure e con la scoperta del vaccino. Ciò ci permetterebbe di tornare a giocare con lo stadio pieno: il calcio senza spettatori è uno spettacolo monco. Sono rimasto impressionato dalla partita col Rieti, una gara nata male e finita peggio. Coi tifosi faremo iniziative di ogni genere, io credo che prema loro soprattutto sapere di poter contare su una società sana, seria, che punti a un progetto importante. Continuiamo su quella strada, ma stiano tranquilli perché stiamo lavorando per il bene della Viterbese. E qui vorrei aggiungere una cosa”.

Prego.

“Nonostante potessimo anche non farlo, abbiamo pagato i contributi di gennaio e febbraio. Lo abbiamo fatto per non appesantirci nella fase successiva della ripartenza. Crediamo nel progetto: da quando sono venuto qui dico sempre che farò di tutto per fare il bene della Viterbese, anche magari rischiando di non accontentare tutti perché non sempre le scelte possono venire condivise unanimemente. Quando non ci riuscirò più, lo dirò e cambierò strada. Però fino a che ci sarò ci metterò il cuore”.

Rocchi, Massimino, Rozzi, Anconetani. Presidenti che hanno fatto la storia dei loro club e hanno sempre anteposto il cuore di tifoso alle esigenze dell’imprenditore. Le piacerebbe un giorno essere ricordato a Viterbo come un presidente di questa caratura?

“Rispetto la passione di tutti questi presidenti, ma io spero di potere scrivere a Viterbo la mia storia, una storia che sia diversa da quella degli altri. Poi magari potrò raggiungere risultati migliori o peggiori, ma io voglio andare avanti per la mia strada e, se sarà possibile, realizzare il sogno che ho da quando sono arrivato. E cioè portare questa squadra e questa città in una serie in cui non sono mai state. Però lo vorrei fare non giocandomi carte d’azzardo, buttando soldi a caso, ci voglio arrivare un passo alla volta, con razionalità, costruendo un progetto che sia duraturo e con basi solide”.

DI Eleonora Celestini

Eleonora Celestini
“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Oggi mi occupo dell'area comunicazione di Confartigianato Imprese di Viterbo. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

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