giovedì, 5 Dicembre, 2019
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Viterbese, Romano e il treno dei desideri

Con quella di domenica scorsa siamo arrivati a quota cinque. Parliamo delle sconfitte consecutive inanellate da una Viterbese in crisi, che proprio non riesce a lasciarsi alle spalle quel novembre nero che sembra non finire più. I conti cominciano a tornare poco.

Alle sconfitte esterne con Monopoli e Ternana si aggiungono quelle, assai più dolorose per i tifosi gialloblù, incassate al Rocchi. Con il Teramo in Coppa Italia. Con la Cavese e l’Avellino in campionato. Due sono di competenza della ex gestione Lopez, allontanato dalla panchina un po’ malamente dopo la battuta d’arresto a Monopoli. Tre ricadono sulle spalle di Calabro, chiamato a sostituirlo in panchina.

Brutto affare per una squadra che aveva fatto gridare al miracolo nella prima parte della stagione. E che aveva (frettolosamente?) indotto lo stesso presidente Marco Arturo Romano, fino a quel momento encomiabile per sobrietà, a parlare addirittura di premio per la promozione in B. Un’idea davvero bizzarra, alla luce delle ultime e involute prestazioni di una squadra che sembra aver smarrito la brillantezza dei giorni migliori.

Il fatto è che il treno dei desideri sul quale vorrebbero salire i tifosi gialloblù, almeno quelli più lungimiranti, non porta verso la cadetteria. Non a brevissimo termine, comunque. Più verisimilmente conduce verso il mantenimento della categoria (magari impreziosito dalle belle prestazioni il cui ricordo comincia a sfumare) e verso quel radicamento nel territorio che sembra ancora lontano dall’essere realizzato.

Un certo tipo di affermazioni, seguite poi sul campo da prestazioni affatto coerenti, rischiano di vanificare un progetto molto semplice e lineare. Attenzione a farlo andare all’incontrario, questo treno dei desideri, come avviene paradossalmente nella canzone di Celentano. Torniamo da subito con i piedi per terra, come si può e si deve. Ritroviamo quella solidità di intenti che ci stava portando molto lontano. 

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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