martedì, 13 Aprile, 2021

Viterbese, se la felicità porta fortuna

E’ sempre più arduo raccontare le cronache di un calcio mai così triste. Quando i tifosi per ragioni contorte vengono tenuti fuori dagli stadi e dunque emarginati dal sistema, qualsiasi storia si abbia in mente di scrivere finisce per trasformarsi in una maledetta storia. 

La felicità porta fortuna è un vecchio film di Mike Leigh (Happy-Go-Lucky, 2007), interpretato con inusuale leggerezza da Sally Hawkins. Il punto di partenza del regista, tradotto con sensibilità dalla sua acuta interprete, è che affrontiamo una vita sempre più grigia. Per renderla meno pesante si dovrebbe provare a (ri)dipingerla con colori vivaci, sapersi abbandonare a una visione giocosa delle persone e delle cose nelle quali ci imbattiamo.

Esattamente ciò che dovrebbe accadere intorno a una partita di calcio. Fino a quando però il mondo pallonaro italiano sarà condotto nel modo disastrato degli ultimi lustri e in particolare nel corso di questo assurdo avvio di stagione, non ci sarà via di scampo per l’infelicità dei tifosi. 

Senza un passo indietro e una salutare ventata d’allegria, il pallone finirà inevitabilmente per sgonfiarsi. La felicità porta fortuna, così è sempre stato e sempre sarà. Nella vita bisognerebbe rendere la gente meno depressa e aiutarla a lasciarsi andare.

Esattamente l’opposto di quanto stanno facendo nei confronti dei tifosi le istituzioni preposte alla tutela (?) del gioco del calcio >>> leggi “Questione di reputazione

Se i primi a essere tristi e infelici sono proprio i tifosi, e in questo senso è paradigmatico il crollo di entusiasmo dei sostenitori gialloblù dopo la serata magica di Marassi, la sventura è dietro l’angolo.  

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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