martedì, 15 Ottobre, 2019

Viterbese, sindaco Arena e progetto gialloblù

SITUAZIONE IN STALLO. Siamo ormai nel collo dell’imbuto. La manifesta volontà di Piero Camilli di mollare la Viterbese e il mondo del calcio è a un passo dal trasmutarsi in drammatica realtà. L’ambiente gialloblù è affranto. Lo scoramento dei tifosi si taglia con il coltello, mescolato a un sentore di rabbia repressa che non promette niente di buono.

LE OPZIONI DI CAMILLI. È stato un fulmine a ciel sereno. Dopo sei anni di successi sportivi, il nocchiero della navicella gialloblù ha fatto capire con affermazioni inequivoche che vuole lasciare la barra di comando. Non è affatto chiaro se ciò comporterà il passaggio del timone nelle mani di qualcun altro o se, invece, significherà lasciare andare alla deriva l’imbarcazione. Su questo dilemma sono stati scritti fiumi di parole. E però siamo arrivati a un punto in cui le parole se le porta il vento. Servono solo fatti. E con la massima urgenza.

UNA STAGIONE DA INCORNICIARE. Tutto accade al termine di una stagione vissuta pericolosamente, ma che ha consentito al club di alzare al cielo la Coppa Italia nella magica serata vissuta al Rocchi contro il Monza di Berlusconi-Galliani. Sensazioni ormai evaporate, seppellite dall’amarezza del presente. La nostra gratitudine verso Piero Camilli rimarrà comunque intatta nel tempo.

LA PERMANENZA IN SERIE C. Come abbiamo sottolineato più volte la Viterbese merita di proseguire il suo cammino in serie C, con o senza Piero Camilli alla guida. Lo dimostra la sua lunga storia in questa categoria. Lo conferma il fatto che in terza serie giocano realtà assolutamente inferiori >>> leggi QUI. Paradigmatico il caso dell’Albissola che, pur di giocare la terza serie nazionale, si trasferirà armi e bagagli nel lontano Comunale di Arezzo.  Una scelta che lascia a bocca aperta.

L’APPOGGIO DELLE ISTITUZIONI. Le istituzioni cittadine si sono schierate, senza se e senza ma, a fianco di un progetto sportivo che dovrà essere completato con il radicamento nel territorio. Una missione che l’imprenditore di Grotte di Castro non è riuscito per varie ragioni a realizzare, ma che rappresenta il fulcro della nuova terza serie nazionale immaginata da Gravina e Ghirelli. Una categoria dalla quale la Viterbese, qui e ora, non può essere tenuta fuori. Sarà l’anno del cambio di verso. Gli assenti resteranno estromessi per chissà quanto tempo.

GLI ADEGUAMENTI DELLE INFRASTRUTTURE. Non basta. Sono in partenza i lavori del sintetico al Pilastro. Stanno per essere sostituiti i seggiolini della tribuna. È stato sistemato anche l’impianto di irrigazione. Si devono registrare, dunque, investimenti cospicui sostenuti dalla città e dalla cittadinanza a favore del progetto gialloblù che vanno tutelati. E invece si rischia di mandare tutto in malora.

IL RUOLO DEL SINDACO ARENA. Sarebbe una specie di smacco anche per il sindaco Giovanni Arena che ha agito in nome e per conto della città e che – nel corso di un incontro con i tifosi – ha sostenuto che Viterbo, la Viterbese e la famiglia Camilli sono una cosa sola. Per questa e per molte altre ragioni riteniamo che il sindaco Arena, nella sua funzione istituzionale di garante e tutore, debba anche lui scendere in campo e contribuire a pilotare una crisi che potrebbe essere esiziale per il futuro del club gialloblù. Eventualmente con un suo intervento diretto in simbiosi con la società alla ricerca di acquirenti conformi ai requisiti, che potrebbe subentrare a Camilli in tempi brevi una volta perfezionate le procedure di ammissione.

IL CAMBIO DI PARADIGMA. Sarà però necessario un cambio radicale di paradigma. Ne abbiamo diffusamente parlato ieri in una articolo largamente condiviso >>> leggi QUI. Le opzioni sono diverse, ma ruotano tutte attorno a Piero Camilli. Sarà lui a decidere se abbandonare il club in balia di se stesso, senza perfezionare la procedura di iscrizione, ovvero se proseguire il cammino in una situazione di (ovvio?) disagio ambientale dopo l’ennesima aspra querelle.

LA SOLUZIONE POSSIBILE. La soluzione che abbiamo immaginato, quella che risponde al buon senso antico e tutelerebbe tutte le parti in causa, è di iscrivere comunque la squadra e di procedere con i tempi dovuti alla ricerca di un compratore “vero”. Il rischio di cadere nelle mani di avvoltoi o di millantatori è troppo elevato, considerato lo stato di urgenza-emergenza nel quale ci si sta muovendo.

TUTELIAMO LA VITERBESE. Non c’è più tempo. Il 24 giugno incombe. Ciascuno dovrebbe (deve) assumersi le responsabilità che gli competono per il ruolo sportivo e istituzionale che occupa. I tifosi staranno come sempre alla finestra, ma non si limiteranno a guardare. Sapranno poi, a bocce ferme, giudicare su quello che è stato fatto e quello che non è stato fatto. Si tratta di salvare la “grande storia del club” e di lasciare le maglie gialloblù nella categoria che si sono meritata sul campo.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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