martedì, 15 Ottobre, 2019

Viterbese, torna il vecchio rito della domenica

Non c’è (quasi) più spazio per le emozioni nel calcio moderno, che viene fatto correre a rotta di collo. Il sacro rito, la partita vissuta allo stadio dal vivo, è stato rimpiazzato dal patetico fenomeno della pay per view. L’anima del calcio sembra evaporata.

Il piacere della partita è stato ridotto a una spasmodica lotta contro il tempo. Le riflessioni sono state consegnate a opinionisti urlanti che si guadagnano la pagnotta in trasmissioni piatte e spesso becere. Signori, ecco il caravanserraglio nel quale è stato trasformato, dal business televisivo, il campionato italiano di  serie A.  

Ma il calcio è uno sport con l’anima. In serie C la decisione del presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli di tornare a giocare la domenica, è stata una boccata di ossigeno per i tifosi. Avere una settimana a disposizione per metabolizzare il turno appena giocato e disporsi con animo (più o meno) lieve alle partite di quello successivo, significa smarcarsi dall’orrido pastrocchio mediatico costruito attorno alla massima serie nazionale. 

Il torneo di terza serie, unico fra quelli professionistici italiani, aveva tuttavia un intrinseco punto di forza. Vale a dire giocare la domenica. Tornare a santificare la festa con una sana partita di calcio, salvo posticipi televisivi numericamente esigui, è una carta potenzialmente vincente da gettare sul tavolo dell’opaco mondo pallonaro italiano.

La storia insegna che le grandi trasformazioni sono scaturite da momenti di crisi come quello che stiamo attraversando, nel calcio e non solo. E che, tutte, sono state innescate dal basso. Vale a dire partendo dalla base della piramide. È dalle fondamenta che si costruisce qualsiasi sistema che gli umani decidano di mettere in  piedi. Ecco perché, in una domenica di settembre, fa bene al calcio giocare in serie C una partita come Viterbese-Catanzaro ricca di fascino e di contenuti.

“Una volta alla settimana il tifoso fugge dalla sua casa e va allo stadio. Quando la partita si conclude il sole se ne va e se ne va anche il tifoso. Scende l’ombra sullo stadio che si svuota. Il tifoso si allontana, si sparpaglia, si perde, e la domenica è malinconica come un mercoledì delle ceneri dopo la morte del carnevale” (Eduardo Galeano, ‘Splendori e miserie del gioco del calcio’).

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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