martedì, 13 Aprile, 2021

Viterbese, tra ragione e sentimento

Il titolo dell’articlo non è farina del mio sacco, ma bensì tratto da un film del ’95, Ambientato nell’Inghilterra del fine Settecento. Muore Henry Dashwood che ha due famiglie. I suoi averi vanno al maschio primogenito. L’altra famiglia si trova praticamente sul lastrico.

Cosa accomuna questo film alla Viterbese? Il giusto rapporto tra quello che è la ragione in merito ad un evento e al sentimento che ne consegue. Ma non solo. Spesso la ragione delle proprie azioni si va ad intrigare con quelli che sono i sentimenti delle persone. In questo caso dei tifosi.

Allo stesso modo la ragione ci porta a fare scelte concrete e d’impeto, ergo poi tornare sui propri passi, appunto per questione di ragione. Il sentimento no. Questo è incontrollabile, e porta a volte a scelte di cui potremmo pentirci, ma fatte e accettate senza alcun tipo di rimorso.

La ragione la domini, il sentimento no. La passione che porta centinaia di tifosi a seguire la propria squadra ovunque è qualcosa che prevarica spesso sulla ragione che li vorrebbe magari a casa con le proprie famiglie o a fare altre cose meno impegnative. Eppure prevale sempre, o quasi, il sentimento.

Ed è in questo che puntano oggi tutti coloro che vogliono bene a questi colori. Al sentimento. Non il loro logicamente, quello è ben saldo. Ma a quello del proprio “Comandante” che sta mettendo a repentaglio la passione di tante persone a fronte di una ragione violata. E’ questo che oggi tutti uniti vorrebbero vedere scongiurato.

La ragione, si. Ma vince il sentimento.

DI Stefano Cordeschi

Avatar
Giornalista Pubblicista, vicedirettore di Calciopress.net, ha iniziato la sua avventura editoriale su web ideando e progettando siti internet, in modo particolare incentrati sulla Viterbese Calcio.

Leggi anche

Anche il calcio tornerà a ballare

Molti anni fa (era il 2009) mi capitò di assistere allo spettacolo di Marco Paolini, …