martedì, 15 Ottobre, 2019

Viterbese, un eterno intreccio di storie gialloblù

Sono giorni difficili per la Viterbese. E, dunque, anche per i suoi tifosi. La storia del calcio è un intreccio di storie. La singola storia di ogni club si alimenta delle storie dei campionati, dei calciatori, degli allenatori e dei presidenti che hanno segnato il destino delle maglie. Nel bene e nel male. Nella buona e nella cattiva sorte.

L’immaginario collettivo del tifoso si pone al centro di questo incessante sovrapporsi di storie legate a stagioni controverse, tornei altalenanti, partite da ricordare o da dimenticare, vittorie, sconfitte, giornate dolorose e giornate gioiose. Ciò che rende il calcio metafora della vita, come sosteneva Sartre. Oppure la vita metafora del calcio, come sostiene Sergio Givone.

Architrave di tutto il sistema, il tifoso coagula dentro di sè le singole storie che danno vita tutte insieme alla “grande storia del club”. Le tramanda di generazione in generazione, ricorrendo a un gergo più o meno colorito e sfornando racconti più o meno aderenti alla realtà dei fatti.

La storia della Viterbese, vissuta alla periferia del grande calcio italiano, potrebbe sembrare poco interessante. Molto meno coinvolgente, rispetto a quella di club che vantano un passato ricco di gloria e di trofei.

Ma non è così. Perchè questa è la “nostra” storia. Tramandata da una generazione all’altra. Ricca di aneddoti, di ricordi, di gioie e di amarezze. Una storia che sopravviverà a periodi complessi come quelli che stiamo vivendo e che vivremo ancora.

Certo Viterbo non si potrà mai riallacciare al “quarto d’ora granata”, al gesto di Valentino Mazzola che si tira su le maniche e infiamma il Filadelfia. Ciò non toglie che lo stadio della Palazzina, intitolato al grande presidente gialloblù Enrico Rocchi, è stato e resta il nostro “tempio”. Al suo interno si sono consumate le nostre storie personali, in totale simbiosi con la storia del club.

Ogni club, piccolo o grande che sia, ha il diritto-dovere di vivere la sua “grande storia”. Un privilegio che non compete solo alle società metropolitane, più o meno blasonate, ma anche alla più piccola società della più profonda provincia italiana.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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