lunedì, 27 Gennaio, 2020
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Viterbese, un girone di ritorno ‘extralarge’

C’è delusione fra i tifosi gialloblu per lo sciopero indetto dalla Lega Pro di Francesco Ghirelli. Una scelta che comporterà il rinvio della prima giornata del girone di ritorno. La Viterbese sarebbe stata impegnata in casa della Paganese.

Di conseguenza Atanasov, De Giorgi e Tounkara (che saranno squalificati per le discutibili decisioni arbitrali prese nella gara con la Virtus Villafranca) saranno costretti a saltare la ben più complicata partita interna con il Bari. Una criticità in più per mister Calabro. Resta il fatto che, il 12 gennaio, la rosa potrebbe essere cambiata in positivo. Almeno a sentire radio calciomercato.

A proposito del girone di ritorno vale la pena di riflettere su una circostanza foriera, se ben sfruttata, di molte iniziative in termini di radicamento nel territorio. Soprattutto se la squadra riuscisse a mettere in campo quella spinta agonistica che, fin qui, si è vista solo a sprazzi.

L’analisi delle nove partite previste al Rocchi dimostra che quasi tutte le big, salvo Avellino e Catanzaro, dovranno venire al Rocchi per vedersela con la Viterbese. Sono previsti otto incontri, tutti di cartello. Unica eccezione quello con il Rieti, che resta comunque un derby da vincere per sfatare il tabù con i sabini (diventati la  bestia nera della squadra gialloblu). Vediamo meglio nel dettaglio.

  • GENNAIO (il 12 BARI e il 26 CATANIA)
  • FEBBRAIO (il 9 TERAMO  e il 23 POTENZA)
  • MARZO (l’8 RIETI, il 23 CASERTANA in notturna e il 26 MONOPOLI)
  • APRILE (il 5 TERNANA e il 19 REGGINA)

A nostro parere, ma ci torneremo meglio sopra, un simile calendario rappresenta una ghiotta occasione per il presidente Marco Arturo Romano. Provare a richiamare al Rocchi i tanti tifosi persi per strada negli ultimi lustri è un problema che va affrontato, da subito, a viso aperto.

Le iniziative per riempire l’impianto della Palazzina potrebbero essere tante (pacchetto di abbonamento ad hoc per una parte o per tutte le nove gare interne del girone di ritorno, promozioni per favorire l’accesso di alcune tipologie di tifosi, vendite ‘porta a porta’, coinvolgimento delle scuole calcio e via dicendo).

Il contributo del tifo organizzato sarebbe un plus valore nel caso in cui la società decidesse di mettere in piedi qualcosa di costruttivo. La connessione con la città non può essere più rimandata oltre. Tutte le strade per realizzarla vanno trovate e battute. Senza se e senza ma.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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