martedì, 13 Aprile, 2021

Viterbese, una piazza all’altezza della C

Il patron Piero Camilli ha dichiarato più volte, anche nell’ultima conferenza stampa al Rocchi, che a Viterbo la serie C non si può fare. Non ci sembra un’affermazione del tutto corretta, alla luce della storia anche recente della nostra squadra.

Partiamo da una prima considerazione. Possibile mai che squadre come la Pianese, il Picerno, il Gozzano, l’Arzignano – tanto per fare i primi nomi che vengono in mente – possono tranquillamente fare la serie C e la Viterbese invece no?

Aggiungiamo a questo dato una seconda considerazione. La Viterbese, dal 1995 al 2007, ha partecipato senza soluzione di continuità a 13 campionati di serie C (gli ultimi tre li ha giocati nella C2, con la nuova denominazione AS Viterbo calcio nata dal lodo Petrucci voluto dall’allora sindaco Gabbianelli). Certo i risultati sono stati alterni. Qualche volta addirittura da dimenticare. Non si può negare però che i tifosi abbiano vissuto giornate di grande calcio che sono rimaste scolpite nella memoria.

A questi bisogna aggiungere i tre anni trascorsi in terza serie sotto la guida di Camilli, caratterizzati da straordinari risultati sportivi ma anche da un difficile approccio con il territorio

Le statistiche di ieri e di oggi, dati alla mano (parliamo di 16 anni in terza serie a partire dal 1995), confermano dunque che la serie C a Viterbo si può fare. Soprattutto ora, con le istituzioni schierate a sostegno della società come confermano gli interventi al Rocchi e al campo del Pilastro.  Ma certo che si può fare!

DI Stefano Cordeschi

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Giornalista Pubblicista, vicedirettore di Calciopress.net, ha iniziato la sua avventura editoriale su web ideando e progettando siti internet, in modo particolare incentrati sulla Viterbese Calcio.

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