mercoledì, 23 Settembre, 2020

Viterbese, un’estate fa

La Viterbese frana anche a Reggio Calabria, travolta dall’ennesimo errore arbitrale (ma questa è un’altra storia) e dalla sua indisponente insipienza agonistica.

La squadra è sempre più molliccia e irrisolta. Salvo qualche sprazzo, come il bellissimo assist di Damiani che ha consentito a Mignanelli di segnare la rete del momentaneo 2-1, tutto il resto è noia. La miseria di un punto nelle ultime tre partite certifica lo stato di crisi del gruppo.

Di partita in partita cresce il numero di alieni precipitati da Marte, dove notoriamente non si gioca un campionato di calcio, che hanno la ventura di indossare la casacca gialloblù. Pura zavorra, che sta in campo solo per attestare una cronica insipienza sia in fase difensiva e che offensiva.

Roba da mettersi le mani nei capelli. Ogni tiro verso la nostra porta è una rete, ma di tiri verso il portiere avversario nemmeno l’ombra. I cosiddetti attaccanti, di cui la rosa è ingolfata, somigliano a mesti fantasmi vaganti per il campo. Nulla a che vedere rispetto al compito per il quale sarebbero stati ingaggiati.

Qualche osservatore ha detto che la questa Viterbese non ha capo né coda. Nulla di più vero. Una squadra inconcludente, che gioca senza divertirsi. Mentre si sa che il calcio è un gioco. I primi a godere dovrebbero essere proprio i giocatori che, nel nostro caso, mostrano tanta spocchia e altrettanta indifferenza.

Ci si domanda perplessi, che fine ha fatto la squadra agostana ribollente di gioco e di felicità che aveva illuso tutti al Del Duca di Ascoli e con la Samp a Marassi? Dove si è andato a cacciare lo spirito della presentazione in piazza del Duomo (nella foto), nella serata dedicata ai facchini di Santa Rosa? Un mistero glorioso, a dirla tutta.

Tornando alla noia che avvolge ogni partita in cui scendono in campo gli ormai ex Leoni Gialloblù, c’è una bella canzone di Franco Califano che incarna lo stato d’animo dei disincantati tifosi gialloblù. “Un’estate fa la storia di noi due era un po’ come una favola, ma l’estate va e porta via con sè anche il meglio delle favole”.

È proprio vero che “l’estate assomiglia a un gioco, è stupenda ma dura poco, poco, poco, poco”. Ai tifosi gialloblù è toccata in sorte un’estate di fuoco. Ma il fuoco si è rapidamente spento. Sono rimaste le braci fumanti.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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