mercoledì, 30 Settembre, 2020

Viterbese, uscire dalla trappola del tempo

Niente dà la sensazione del passare inesorabile del tempo quanto l’innamoramento per la propria squadra del cuore. Le partite si susseguono a ritmo incalzante, le stagioni si sovrappongono, i ricordi si accavallano, la memoria si ingolfa. Intanto gli anni corrono. Il calcio ti proietta sempre verso il futuro, verso la prossima gara, verso la prossima stagione. In un turbinio di giocatori, allenatori, presidenti. Se non ci fossero gli almanacchi, si vivrebbe in un perenne stato confusionale.

Quando il tifoso non è impegnato a preoccuparsi del futuro, ecco che si mette a rimpiangere il passato. La nostalgia canaglia gli fa scorrere davanti gli anni trascorsi. Che sono sempre, chissà perché, i migliori anni della sua squadra e della sua vita. È quanto accade ai molti innamorati della Viterbese che continuano a rimpiangere l’era Camilli. Una parentesi della grande storia del club ormai morta e sepolta. Finita in modo assai traumatico e frustrante. Il progetto tracciato da quei sei lunghi anni, che vedeva sullo sfondo il traguardo storico della serie B, è stato bruscamente e unilateralmente interrotto. Non resta che farsene una ragione e guardare oltre.

L’unico modo per uscire da questa ‘trappola del tempo’ è fermarsi.  Godersi il presente. Forse che i nostri giovani in maglia gialloblù non continuano a lottare sul prato verde del Rocchi per regalarci le emozioni di sempre, anche se gli obiettivi possono sembrare al momento ridimensionati? Il presente, quando si parla di calcio, non significa solo prepararsi a quello che sarà il domani oppure, peggio, rifugiarsi nel rimpianto di quello che è accaduto ieri. È il momento irripetibile che ogni singola partita riesce a regalare quello che ci dovrebbe restare dentro. Per il tifoso sarebbe cosa buona e giusta vivere l’oggi, così com’è. E assaporarlo fino in fondo.

Mi innamorai del calcio come mi sarei poi innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sé” (Febbre a 90°, Nick Hornby).

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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