martedì, 11 Maggio, 2021

Viterbese, vietato mollare la presa

Alla vigilia di due partite impegnative come quelle con la Juve Stabia e la Vibonese, nell’arco di quattro giorni e per di più in trasferta, si deve essere per forza ottimisti. È necessario confidare sulla solidità e sulle potenzialità del gruppo, fin qui del tutto inespresse. Diversamente, le gambe inizierebbero a tremare.

La gara con la Casertana ha aperto alcuni squarci di luce. Nella fase difensiva la mano di Sottili si comincia a vedere tanto che la squadra, per la prima volta in quattro gare, non ha subito reti. A centrocampo e in attacco, invece, si continua a balbettare.

In alcuni ruoli della zona nevralgica del campo ci sono doppioni, che finiscono per intralciarsi. Sulle fasce, invece, la materia prima si è dimostrata fin qui piuttosto scadente. La contemporanea assenza di due giocatori imprevedibili come Vandeputte (per fortuna recuperato) e Zerbin (che purtroppo ne avrà ancora per un po’) ha pesato, eccome. Gli attaccanti di ruolo, per sovrappiù, sono ancora a digiuno di reti. Un’onta da lavare quanto prima, per uno come Saraniti.

Adesso però  è arrivato il momento di chiedere risultati e punti, senza se e senza ma. Perché la Viterbese ha l’obbligo di risalire verso le zone alte della classifica, per le quali è stata costruita.

Va considerato anche il fatto che il prossimo anno, dalla serie C, potrebbero esserci ben sette promozioni (due dirette per ogni girone e una attraverso i playoff). Salvo errori e omissioni, la premiata coppia Gravina-Ghirelli si è fin troppo sbilanciata in questo senso per non mantenere quanto è stato promesso.

Si tratterebbe di un’opportunità irripetibile per le ambizioni della società gialloblù. Un treno da non perdere perché poi, in terza serie, tutto potrebbe cambiare (cambierà) con l’avvento del semiprofessionismo. C’è anche da sfruttare fino in fondo l’opzione Coppa Italia che offre, a sua volta, grandi occasioni di rivalsa in chiave playoff.

Se si comincia a cedere fin dall’inizio, siamo fritti. È il momento di cominciare a macinare risultati e di non mollare più la presa. Solo così il futuro del club potrebbe tornare a colorarsi di rosa. Da stasera la parola passa al campo e ai giocatori. Non sono più ammessi alibi nè cedimenti, soprattutto dal punto di vista dell’impegno totale sul prato verde.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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