mercoledì, 20 Ottobre, 2021

A Pescara i primi frutti del rehab gialloblu, ma le occasioni vanno sfruttate meglio

Una doverosa premessa. Alla vigilia della gara di ieri, vuoi per il momento difficile della Viterbese, vuoi per l’organico di categoria superiore del Pescara, ad uscire indenni e con un punto dallo Stadio Adriatico ci avrebbero messo tutti la firma.

Detto questo, però, per come è stata condotto la gara da una Viterbese finalmente bella da guardare, aggressiva, attenta in difesa e capace di soffrire e tenere botta, con il gol del pareggio preso al 94’ dopo aver sprecato diverse occasioni per allungare il vantaggio, è chiaro che l’1-1 di Pescara lascia l’amaro in bocca ai gialloblu di Alessandro Dal Canto e apre lo spazio alle recriminazioni.

Perché anche se “prima di guarire bisogna fare la convalescenza”, come ha detto il mister, e anche se a Pescara i frutti del rehab gialloblu si sono cominciati a vedere, bisogna anche ammettere con onestà che da troppe gare – non solo ieri – la precisione sotto porta dei giocatori della Viterbese sta facendo lasciare al club del leone punti pesanti sul campo. Perché sarebbe bastata un po’ di precisione – concentrazione? attenzione? – in più e la Viterbese sarebbe uscita dallo stadio di Pescara finalmente coi tre punti. E con il morale più alto. Un minimo di cinismo in più. 

Il calcio non è una scienza esatta, ok, ma ha delle regole non scritte che vanno osservate: se ti trovi al cospetto di una squadra più forte e sei meritatamente in vantaggio, devi fare di tutto per mantenerlo e ampliarlo quel vantaggio. Per metterlo al sicuro, blindarlo. Perché la squadra forte, come ha dimostrato il Pescara, in qualunque momento ha gli uomini e i valori per farti male. Come è accaduto ieri. Nel rehab gialloblu che sta affrontando la squadra, bisognerà pensare pertanto non solo a strutturare i meccanismi difensivi, ma anche a pretendere che non si gettino alle ortiche le buone occasioni da gol. Che costano punti importanti. 

Un’ultima annotazione. In casa e soprattutto in trasferta, a fine gara, qualunque sia il risultato, i tifosi in curva o nel settore ospiti si vanno a salutare. Sempre. Tutti insieme, da squadra matura e senza il necessario intervento di un dirigente. Anche se i tifosi sono pochi. È una questione di rispetto: un’altra di quelle leggi del calcio non scritte ma che però dovrebbero sempre venire osservate. 

DI Eleonora Celestini

“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Oggi mi occupo dell'area comunicazione di Confartigianato Imprese di Viterbo. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

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