martedì, 13 Aprile, 2021

Fearless! Viterbese, avanti senza paura!

Che aria tirava dalle parti della Tuscia meno di quattro mesi fa, il 24 novembre 2018? La Viterbese viveva uno dei momenti più bassi di un campionato cominciato tardi e male. Per questa ragione ci piace riportare integralmente, a futura memoria, la riflessione postata in quel giorno di bassa marea**.

Tutto ora sembra cambiato intorno alle maglie gialloblù, come spesso avviene nella vita. Ben altri sono gli stati d’animo, i desideri, i sogni, le prospettive, le speranze. Eppure anche allora si chiedeva alla squadra di credere in se stessa, di scacciare la paura che l’attanagliava ogni volta che scendeva in campo. Lo stesso vale anche adesso. I nostri ragazzi vanno a gonfie vele, grazie alla sapiente regia di mister Calabro, ma sono attesi da una serie di impegni talmente ravvicinati da far tremare i polsi. Oggi come allora, come quel 24 novembre 2018 che sembra secoli lontano, non possiamo che ripeterci. Basta volerlo. 

Forza Viterbese, Fearless! Avanti senza paura!

Fearless (Senza paura) è un brano dei Pink Floyd scritto nel 1971, tratto dall’album Meddle. Alle note della chitarra si sovrappone, nel finale, il coro “You’ll never walk alone” intonato dai tifosi dei Reds durante il derby Liverpool-Everton >>> ASCOLTA QUI. Cosa esiste al mondo più carico di romanticismo e di passione del tifo calcistico? I Pink Floyd lo sapevano bene.

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** Qual è la vera Viterbese? Quella scintillante che mieteva consensi in Coppa Italia, quella lungimirante che si radicava sul territorio con iniziative capillari e coinvolgenti, quella appassionata che cercava di attrarre i tifosi con una campagna abbonamenti centrata su slogan accattivanti?

Oppure quella che ha iniziato il campionato in modo catastrofico, che non riesce a cavare un ragno dal buco, che sembra aver rallentato ogni tipo di coinvolgimento del contesto come sospesa in un limbo dal quale non riesce a venir fuori?

Al momento la squadra ha perso ogni identità. È come annichilita, attanagliata dalla paura. Anzi, della paura della paura. Perché la paura, in sé, è sempre generatrice di coraggio. E qui di coraggio in campo se ne è visto davvero poco, finora.

Eppure i giocatori hanno alle spalle una società fra le più solide del panorama calcistico italiano. Possono contare su una tifoseria, forse numericamente esigua, ma compatta e fidelizzata. La società stava provando a incrementarla, forte del sostegno dei risultati sul campo, prima che tutto si interrompesse per una sosta che è parsa a molti infinita.

Qual è, dunque, la vera Viterbese? Quella allegra e pimpante di agosto? Oppure quella triste e cupa di novembre? Bastano tre mesi per giustificare una simile metamorfosi? Dobbiamo quindi rinunciare al modello estivo e appiattirci sulla mesta versione autunnale con cui ci stiamo confrontando?

Noi pensiamo che, per ritrovare l’allegria che porta sempre buoni frutti, si debba innanzitutto scacciare la paura. Valutazioni obiettive farebbero ritenere che questo gruppo abbia le carte in regola per risalire la china, ma solo a condizione di ritrovare la serenità perduta.

Basterebbe solo crederci. La società e i tifosi ci credono. Ora, come sempre, tocca ai giocatori. Sono loro che scendono in campo ma, al momento, non riescono proprio a venire fuori da questo inizio terrificante. Forza Viterbese, avanti senza paura!

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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