lunedì, 8 Marzo, 2021

Viterbese, aspettando Godot?

Quando si perde una partita in casa per 4-0 c’è poco da arrampicarsi sugli specchi. Almeno crediamo che così dovrebbe essere.

Quasi niente è da salvare, a meno di un buonismo purchessia, nella (mesta) prestazione di ieri della Viterbese contro una signora squadra come la Juve Stabia. Restano nell’immaginario collettivo le grandi giocate a centrocampo di un sontuoso Damiani >>> LEGGI QUI e il lampo di Vandeputte (poi inopinatamente sostituito).

Tutto in linea con le prestazioni di un gruppo che procede, straccamente, alla stentata media di un punto a partita. Il fatto è che questo campionato è iniziato e sta proseguendo all’insegna della più classica commedia dell’assurdo.

Durante l’interminabile stop di quasi tre mesi avevamo parlato di un mister (il bistrattato Lopez) e di un gruppo di giocatori imprigionati all’interno della Fortezza Bastiani di “buzzatiana” memoria. Nell’attesa di un avversario che si manifesti all’orizzonte del Deserto dei Tartari, ma che invece non non si concretizza mai.

Alla ripresa delle attività si è materializzata una situazione che ricorda Aspettando Godot, la famosa pièce di Samuel Beckett. Una metafora usata per riferirsi, ovviamente in termini ironici, a qualcosa che sembra imminente ma che nella realtà non si verifica. E che, senza fare qualcosa di proattivo, non si verificherà mai.

Sono (troppe) settimane che i tifosi della Viterbese attendono l’esplosione di un gruppo costruito per vincere e che, viceversa, viaggia all’insostenibile media di un punto a partita. Una trama accettabile in un contesto teatrale, ma che nulla ha a che spartire con un calcio per sua natura obbligato a viaggiare di corsa e corroborato da risultati all’altezza dell’impegno profuso dalla società.

La proprietà ha deciso che non si può più aspettare. Ha fatto bene, nella circostanza. Si spera che Calabro, chiamato a sostituire in panchina un Sottili fin troppo irrisolto nelle sue (discutibili?) scelte tecniche, sappia trasformarsi nel Godot di turno e riesca a guadagnarsi il plauso dei tifosi.

Da parte nostra ci permettiamo di ricordare sommessamente al contesto che la più bella Viterbese degli ultimi anni è stata quella di Valerio Bertotto. Un allenatore sottovalutato alle nostre latitudini ma che, personalmente, rimpiango e non poco. Perché era stato capace di raggiungere ottimi risultati, facendoci per di più divertire come matti.

Il calcio è un gioco. E se non si gioca facendo divertire la gente, che razza di gioco è?

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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