mercoledì, 13 Novembre, 2019

Cessione Viterbese, del doman non v’è certezza

Inutile girarci intorno: il mancato closing di ieri per la cessione della Viterbese ha creato molto scompiglio nel popolo gialloblu, sempre più attonito e incredulo a fronte di una trattativa che si è protratta troppo a lungo e che di questo passo rischia di arrivare – se Piero Camilli non si stancherà prima – a ridosso dell’esordio gialloblu in Coppa Italia del 4 agosto prossimo. Neanche la contemporanea presenza al Rocchi ieri di mister Antonio Calabro, amato dalla piazza gialloblu, ha reso meno amara la delusione per una cessione che non è arrivata. Che tarda ad arrivare. Che potrebbe persino non avvenire più.

Tutto rimandato alla prossima settimana, dunque? Forse, perché a seguito dell’incontro nella tarda serata di ieri ad Acquapendente tra Marco Arturo Romano, accompagnato dall’avvocato De Feo, e Piero Camilli, che non è noto per la pazienza, le cose potrebbero in realtà essere anche precipitate.

Il perché? Semplice, perché l’ingegner Romano ieri non ha prodotto l’attesa fidejussione da 350mila euro in sostituzione di quella depositata da Camilli in Lega per iscrivere la Viterbese al campionato. L’unico tassello mancante per concludere la cessione del club. La dimostrazione della solidità economica minima – ma proprio minima – per mantenere una squadra in serie C.

E intanto che si riesce a capire se questa benedetta fidejussione vedrà mai la luce i giorni passano, ma da nessuno – vecchia e nuova proprietà – sono stati ufficializzati la partenza e il luogo del ritiro, non si sa ancora ufficialmente se sarà Antonio Calabro alla guida della squadra (probabilmente sì, in ogni caso, se il tecnico salentino accetterà di restare) e i giocatori e l’ambiente sono stati lasciati abbandonati e senza notizie e certezze per il futuro. Viene voglia di chiedersi che male abbia fatto il tifoso gialloblu per meritarsi simili estati ogni anno.

Insomma, la giornata di ieri ha rappresento una specie di doccia gelata (col caldo ci potrebbe stare anche bene, ma vista la situazione anche no!) per chi si aspettava la sostituzione della fidejussione e il closing, dopo il preliminare del 29 giugno, il versamento di un sostanzioso anticipo e le dichiarazioni di Romano stesso.

“Siamo ai dettagli per la fidejussione” ha detto l’imprenditore di Cassino ieri alle 13,15 agli unici due cronisti presenti non appena arrivato al “Rocchi”, prima di chiudersi per ore a colloquio con mister Calabro, l’avvocato De Feo, il probabile futuro ds gialloblu Tito Corsi e altri collaboratori.

Rimasti ai margini di questi incontri il ds Danilo Pagni, in partenza se Romano comprerà la Viterbese, e il dg Diego Foresti, che non ha partecipato a buona parte delle riunioni pomeridiane (che ne sarà di questo insostituibile dirigente?).

“La fidejussione non c’è, bisogna aspettare la fine di questa settimana o l’inizio della prossima” ha poi invece ammesso Romano in serata, alle 18,30, prima di partire alla volta di Acquapendente per incontrare Camilli, spiazzando i presenti e i supporters gialloblu.

In mezzo a questa specie di commedia dell’assurdo, dichiarazioni più o meno verosimili su una possibile amichevole tra la Viterbese e la Roma a fine luglio – ma i giallorossi in quei giorni incontreranno il Perugia – e sull’ipotesi di tornare alla denominazione US Viterbese Calcio ‘90 (chiodo fisso dei tifosi) comprando entro il 15 luglio il nome andato all’asta per il fallimento del 2004.

Situazioni kafkiane al limite del grottesco: di concreto ad oggi c’è solo che manca la garanzia, e siamo già al 10 luglio.

Cosa farà Piero Camilli ora? Attenderà più o meno un’altra settimana che prima o poi arrivi la fidejussione di Romano, fedele alla sua sbandierata volontà di disfarsi del club della Palazzina, o romperà la trattativa, restando lui il titolare di una Viterbese che non rientra più nei suoi piani, destinata comunque a un campionato anonimo con in rosa qualche over sotto contratto e tutti giovani?

Perché su una cosa Camilli sembra non voler tornare indietro: il suo totale disimpegno da Viterbo. Conoscendolo non si possono escludere colpi di scena clamorosi, ma anche restasse lui quali sarebbero le prospettive della Viterbese se l’imprenditore di Grotte avesse davvero deciso di non mettere più piede a Viterbo? Lo spettro di quanto accaduto a Grosseto nel 2015 tormenterebbe gli animi per una stagione intera, forse l’ultima.

I dubbi su cosa ne sarà della Viterbese sono tanti. Così come da ieri lo sono in misura anche maggiore quelli sulla reale capacità finanziaria dell’unico acquirente che il patron Camilli (nella foto) abbia ritenuto all’altezza dell’acquisto della Viterbese. Alla Palazzina, insomma, del doman non v’è certezza.

DI Eleonora Celestini

Eleonora Celestini
“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Oggi mi occupo dell'area comunicazione di Confartigianato Imprese di Viterbo. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

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