Viterbese, Calabro e l’overdose di calcio - Viterbese Calcio News- Cuori Gialloblu
sabato, 20 Aprile, 2019
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Viterbese, Calabro e l’overdose di calcio

Credeteci, non è per niente facile giocare ogni tre giorni. Un conto è pensare di poterlo fare. Un altro è essere costretti a farlo per davvero. Per capire certe situazioni, bisogna sapersi mettere nelle scarpe di chi certe vicende le vive. Mai detto è stato più calzante, quando si parla di calcio.

Nel primo tempo della partita di oggi giocata al Rocchi con la Vibonese (nella foto, la rete del 2-1 di Bismark), dove era in palio la rincorsa al quinto posto in classifica, la Viterbese proprio non c’era con la testa. I giocatori sono apparsi stanchi e svuotati. Come non capire il loro disagio, quando non hanno neppure il tempo di godersi in santa pace la più esaltante delle vittorie? Al massimo riescono in qualche modo a riordinare le idee in questo girovagare continuo determinato da opache situazioni extra-calcistiche.

Mister Calabro l’ha ammesso in sala stampa, con la serenità e la franchezza che lo contraddistinguono. Ha chiarito che un partita come questa spesso si perde. Aver rischiato di vincerla depone a favore del gruppo che sta guidando nei meandri di un campionato che più atipico di così non avrebbe potuto essere. 

Oggi la “banda Calabro” puntava dritta alla vittoria. Avrebbe voluto dedicare i tre punti allo sfortunato Baldassin, che tornerà in campo nella prossima stagione per la rottura del crociato rimediata sull’infame terreno di Brindisi. Non è stato possibile.

Il fatto è che mercoledì si torna di nuovo in campo, per la gara di andata con il Trapani valida per la semifinale di Coppa Italia. Mancheranno, oltre a Baldassin, anche Cenciarelli e Sini. Si teme per Coda e, in sovrappiù, per Luppi. Insomma, questo campionato maledetto prosegue tra mille inciampi.

Antonio Calabro, però, si guarda bene dal fasciarsi la testa. Si proietta sempre e solo in avanti, senza cercare alibi o arrampicarsi sugli specchi. È il solo modo per restare con i piedi per terra. Un atteggiamento responsabile e lungimirante. Diversamente, il rischio sarebbe di essere travolti da questa orribile overdose di calcio che schianterebbe anche un toro.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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