giovedì, 5 Dicembre, 2019
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Viterbese, il modulo è da cambiare?

Cambio modulo oppure no? Al momento l’incognita gialloblu è legata a una questione prettamente tattica che vede da un lato il neo tecnico propenso al 3-5-2, dall’altro il poco tempo a disposizione per proporre i suoi schemi alla squadra. Un tipo meticoloso, Antonio Calabro. Almeno così lo dipinge chi conosce bene il tecnico di Galatina. E questa sua puntigliosità potrebbe portarlo a optare per un più collaudato, per la squadra, 4-3-3.

Di certo il poco tempo a disposizione non gioca a favore del tecnico gialloblu. Almeno fino a metà febbraio dovrà fare di necessità virtù. Il problema però è che la Viterbese ha bisogno di risollevare una classifica che, seppur monca di alcuni recuperi da disputare, inizia a farsi preoccupante. Le due trasferte che la squadra si appresta ad affrontare non agevolano queste intenzioni.

Reggina e Bisceglie in sequenza. Due trasferte irte di pericoli per la truppa di Calabro, che dovrà tirare fuori da queste due gare il massimo possibile. C’è da riportare a galla quell’entusiasmo di cui hanno bisogno, in primis, proprio i ragazzi. Diciamolo apertamente, la rosa costruita dalla società non merita questa posizione di classifica.

Tornando al lavoro che attende mister Calabro, c’è da sottolineare una situazione che non può essere considerata di poco conto. Ovvero il modulo preferito dal neo tecnico. La sua storia da allenatore parla abbastanza chiaro. Antonio Calabro adotta il 3-5-2 che piace a molti, non ultimo al presidente Camilli.

La domanda che ci si pone diventa ovvia. Questo organico, costruito per un 4-3-3, può supportare il cambio di modulo? Bisognerà tornare sul mercato optando per scelte diverse rispetto a quelle volute da Sottili? Crediamo che questa sia la domanda da porre al patron Piero Camilli e al suo staff.

Per quanto ci riguarda crediamo che, per alcune zone del campo, le coperture per ruolo ci sarebbero già. Per altre, molto meno . Per alcuni giocatori si potrebbe parlare addirittura di esubero nel ruolo.

A fronte di pochi cursori esterni di fascia, cosiddetti quinti di centrocampo, abbonderebbero gli esterni offensivi (difficilmente impiegabili a coprire tutta la fascia con la doppia mansione di offendere/difendere). Su tutti Pacilli e Vandeputte, ma anche lo stesso Zerbin troverebbe difficoltà vere ad interpretare il ruolo.

Meno problemi, ma comunque sarebbero forzature, l’impiego di Cenciarelli e Baldassin. Tra coloro che viceversa non avrebbero problemi a farsi carico di tutta la fascia ci sono i vari Mignanelli, De Vito e De Giorgi. Due mancini e un destro, ma le difficoltà potrebbero nascere dall’assenza di alternative.

Anche nel reparto avanzato si innescherebbero una serie di gerarchie che potrebbero portare alcuni giocatori a vedere poco il prato di gioco. Tra i tanti, proprio gli esterni offensivi troverebbero veramente poco spazio rispetto all’attuale situazione tattica.

In questa zona del campo non è dunque escluso che, in questa fase di mercato, qualche giocatore possa lasciare Viterbo per fare posto a qualche elemento più funzionale al modulo del tecnico.

Di tutto questo ci sarà modo e maniera di parlarne in questi ultimi giorni di mercato. Al momento la priorità è dettata dal campo. La Viterbese, tra mille difficoltà, dovrà necessariamente tirarsi fuori da acque agitate.

Dovrà farlo con un nuovo condottiero al comando e con pochi giorni di lavoro a disposizione. Come diceva il compianto Califano … “tutto il resto è noia”.

DI Stefano Cordeschi

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Giornalista Pubblicista, vicedirettore di Calciopress.net, ha iniziato la sua avventura editoriale su web ideando e progettando siti internet, in modo particolare incentrati sulla Viterbese Calcio.

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