lunedì, 8 Marzo, 2021

Viterbese, la serie C è davvero a rischio?

Essere o non essere? Vivere o morire? Giocare o non giocare? Sono i dubbi amletici che assillano i tifosi della Viterbese, precipitati in un buco nero dall’ennesima telenovela estiva che scivola via tra il rituale dilemma dell’iscrizione.

Una storia vista e rivista, negli anni targati Piero Camilli. Una vicenda alla quale avremmo dovuto fare il callo, ma ogni volta è più dolorosa. Il fatto è che le cose stanno prendendo davvero una brutta piega.

In previsione della riforma epocale voluta dal presidente della Figc Gabriele Gravina, la Lega di Firenze ha anticipato al 24 giugno la data di scadenza dell’iscrizione al campionato di Serie C 2019-2020.

A sua volta il numero uno della terza serie, Francesco Ghirelli, ha promesso che userà il pugno di ferro e farà rispettare rigorosamente le regole (compresi i criteri infrastrutturali).

Il risultato potrebbe essere una drastica riduzione del format. Per ironia della sorte, ciò accadrebbe proprio nella stagione in cui la Viterbese ha annunciato di voler mollare.

E così, mentre gli altri club si stanno attrezzando e la Sicula Leonzio ha addirittura perfezionato la procedura il 6 giugno, le cose sembrano ancora in alto mare dalle parti della Tuscia. Eppure oggi mancano appena sedici giorni al limite perentorio.

La via del silenzio scelta dal club gialloblù, di certo non aiuta. Anzi, lascia campo libero a illazioni e vagheggiamenti che fanno solo male all’ambiente. Mai come adesso la grave carenza di comunicazione della Viterbese ha generato una visione distorta degli eventi. Ma questa è un’altra storia.  

I tifosi gialloblù, che hanno vissuto una stagione sull’otto volante esaltandosi nel finale per la conquista di un trofeo prestigioso come la Coppa Italia, non sanno più a che santo votarsi. La serie di appassionati appelli indirizzati al patron è interminabile. Tutto ha un limite. Di più, onestamente, non si sarebbe  potuto fare.

La mancanza di informazioni sta creando uno stato palpabile di disagio. Eppure l’ambiente si era dimostrato pronto a fare il tanto atteso salto di qualità. La conferma viene dai due sold out consecutivi registrati al Rocchi con il Monza e l’Arezzo (la partita che ha inopinatamente rovesciato le sorti del destino gialloblù). Ma anche questa è un’altra storia.

Potrebbe essere forse utile, per trovare il bandolo della matassa di questo labirinto mentale, consultare il famoso Manuale delle Giovani Marmotte **. Chissà se aiuterebbe a uscire dal vicolo cieco in cui siamo stati cacciati.

Il Manuale, a quanto ci risulta, non è più sul mercato da tempo. Al tifoso gialloblù, a questo punto e in mancanza di altre alternative, non resta che affidarsi alla buena suerte. Accade sempre così, quando le decisioni vengono prese dall’alto. Talora, come qui e ora, per ragioni davvero poco comprensibili.

** Il “Manuale delle Giovani Marmotte” fu ideato da Carl Banks nel 1954, per conto della Disney, come volume in dotazione ai membri del corpo delle Giovani Marmotte che lo usano per trovare risposte utili nelle situazioni difficili e talora quasi insuperabili in cui si vengono a trovare. In Italia, dal 1969, la Mondadori ne pubblicò varie edizioni ideate da Elisa Penna e Mario Gentilini (con le illustrazioni di Giovanni Carpi) che divennero un best seller dell’editoria per ragazzi e furono più volte ristampati.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

Leggi anche

Anche il calcio tornerà a ballare

Molti anni fa (era il 2009) mi capitò di assistere allo spettacolo di Marco Paolini, …