giovedì, 24 Settembre, 2020

Viterbese, ricomincio da tre

Per la Viterbese il tempo sembra essersi fermato al 12 agosto, alla partita di Marassi con la Sampdoria. I tifosi gialloblù speravano di affrontare il campionato ripartendo da quella serata magica. Sognavano scenari mai visti a queste latitudini. Invece sono passati da un incubo all’altro

È arrivato il momento di sbrogliare questa matassa, di uscire dal garbuglio in cui il club è stato cacciato. Si devono serrare le fila e ripartire. Bisogna fare come se le sei giornate giocate finora non si fossero mai giocate. È necessario, assolutamente, tappare il buco nero in cui la squadra è finita.

L’ambiente è moscio, come nei tempi più bui della “grande storia del club”, ma non disamorato. Non si può andare più avanti così. Bisogna stringersi a coorte. I tifosi lo stanno facendo. Sono pronti ad affrontare, tetragoni e combattivi, un futuro che deve tornare a tingersi di rosa.

Oggi dovrà essere la domenica della rinascita. Non importa il nome né la forza dell’avversario. Testa bassa e pedalare, per ricominciare. Se anche stavolta si ricadrà negli stessi errori e nel solito approccio molliccio alla gara, allora vorrà dire che questo gruppo si sta perdendo.

Vogliamo credere che nei giocatori prevalga il rispetto per la società, per la città e per i tifosi. E, soprattutto, per se stessi. Ci aspettiamo un impegno assoluto in campo.

Ricominciamo da zero? No, ricominciamo da tre. Metaforicamente, dalle tre grandi prestazioni di agosto culminate nella serata di Marassi. Perchè quella squadra non può essersi smarrita al punto da somigliare all’ectoplasma in cui si è trasformata. Concretamente, dalla prima vittoria da mettere in un carniere troppo vuoto per essere vero. 

A iniziare dalla partita di oggi, contro un avversario difficile come il Trapani, auspichiamo un cambio di verso. È impossibile che questi ventisette giocatori, in particolare i nove sopravvissuti alla scorsa stagione, siano di colpo diventati un manipolo di brocchi.

“Chello ch’è stato è stato, basta, ricomincio da tre”. “Da zero”. “Eh?” “Da zero: ricomincio da zero”. “Nossignore, ricomincio da… cioè… Tre cose me so’ riuscite dint’a vita, pecché aggi’a perdere pure chelle? Aggi’a ricomincià da zero? Da tre!” (Il dialogo surreale tra Gaetano e Lello tratto da “Ricomincio da tre”, di e con Massimo Troisi, film del 1981).

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

Leggi anche

Viterbese, Pistolesi nuovo ds e Esposito nuovo vice presidente del club

Dal settore giovanile del vivaio a responsabile tecnico della prima squadra con un’ascesa così veloce …