martedì, 17 Settembre, 2019
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Viterbese, una rondine può fare primavera?

UN CALENDARIO DA PAURA. L’impatto con il calendario del campionato di serie C era stato piuttosto traumatico per i tifosi gialloblù. Subito una doppia trasferta da far tremare i polsi. Alla seconda il San Nicola di Bari e alla quarta il Massimino di Catania.

LA RIVOLUZIONE ESTIVA. Roba non da poco per una Viterbese reduce dalla rivoluzione estiva conclusa con il passaggio della società da Piero Camilli (rimasto per sei lunghi anni al timone del club) a Marco Arturo Romano e dal conseguente stravolgimento della rosa. Il tutto condito dalle dimissioni di Antonio Calabro a una manciata di giorni dall’inizio del torneo e dal conseguente recupero in panchina di mister Giovanni Lopez. Come si sarebbero potute mettere le cose?

UNA CLASSIFICA SORPRENDENTE. Il risultato è che, dopo due giornate, la Viterbese è in testa alla classifica a punteggio pieno, appaiata a due corazzate come il Catania e la Ternana. Ciò accade grazie alla convincente vittoria in casa con la Paganese e al travolgente successo del San Nicola, dove i ragazzi gialloblù hanno travolto il Bari di un annichilito Cornacchini e di uno stupefatto De Laurentis (che ha investito dieci milioni di euro in questa squadra).

UN GRUPPO GIOVANE E MOTIVATO. Il gruppo che ha ottenuto l’incredibile risultato di Bari è grintoso e motivato. Lopez è un tecnico che sa valorizzare i giovani. Nel rispetto della regola dei tre under da schierare contemporaneamente, ha avuto il coraggio di far giocare in porta il giovane Vitali (classe 1999, terzo portiere della Ternana e debuttante assoluto in serie C). Il ritorno di Atanasov, a fianco di un Baschirotto (1996) sempre più autoritario e del rientrante Markic che si conferma un pilastro, ha dato vita a una linea difensiva a tre che si è dimostrata un vero baluardo. A centrocampo il dirompente De Giorgi a destra e il talentuoso Errico (1999) a sinistra hanno fatto il bello e cattivo tempo. Nella mediana grande prova di Bezziccheri (1998) che ha anche segnato, di un coriaceo Antezza (1996) e del solito imprendibile Vandeputte (1996). In attacco Volpe (1997) e soprattutto Tounkara (1996), un fuoriclasse che non c’entra niente con questa categoria, si sono confermati una coppia che potrà fare molto male. Due sole le sostituzioni. De Falco ha dato fosforo a centrocampo in una fase complicata della gara e Molinaro (1998) ha sostituito nel finale Vandeputte con la sua solita grinta.

QUALE FUTURO? Il futuro si chiama Picerno. Occhio a questa neopromossa che è partita in quarta. Attenzione a non abbassare la guardia, lasciandosi travolgere dall’ubriacatura di Bari. Testa bassa e pedalare. Lopez ha detto che sono stati messi sei punti in cascina in proiezione salvezza. La quota è 40. Dunque ne mancano all’appello ancora 34. Solo dopo si si potrà ragionare di altro. Tutto corretto e tutto condivisibile. Ci sono molti obiettivi da raggiungere. Il presidente Romano e il direttore Foresti ci stanno lavorando. Un gruppo giovane da formare e consolidare. Un territorio da riconquistare. Tifosi da far divertire. Un Rocchi da riempire. Una generazione da riavvicinare al calcio tinto di gialloblù. Una rondine può fare primavera? Perchè no? In bocca al lupo, Viterbese!

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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